Blackwood Crossing Recensione: Tanto Bello quanto Strano

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Blackwood Crossing è un’avventura grafica davvero molto bizzarra, perché riesce a lasciar spaesato il giocatore con grande costanza. Per “spaesato” intendo che ogni volta che si pensa di aver capito, il gioco smentisce ogni volta il giocatore. In realtà, dipende molto da utente ad utente, ma di questo avremo modo di discutere. Prima di iniziare, un’ultima considerazione: e meno male che il 2017 doveva essere un anno spoglio di bei giochi, eh.

La Storia

Blackwood Crossing è, come detto, un’avventura grafica, ambientate presumibilmente ai giorni nostri. Nel gioco, impersoniamo Scarlett, una ragazza adolescente e protagonista di questa avventura. All’inizio sembra tutto normale. Durante un viaggio in treno, viene disturbata dal fratellino, Finn, che la invita a giocare con lui. Cominciamo a fare quindi una sorta di nascondino con Finn. Mentre gioca col fratello, Scarlett si rende conto che c’è qualcosa di strano.

Tutto intorno a lei comincia a diventare anomalo e diventa spettatrice di strani avvenimenti, che ovviamente non intendo anticiparvi. Il tutto si rivela essere una dimensione onirica, a metà tra un incubo ed un sogno, nella quale percorreremo un sunto di tutto quello che è il rapporto tra Scarlett e Finn. I loro litigi, i loro giochi, i loro ricordi in comune, tutto quanto.

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Questo loro rapporto viene fatto vivere al giocatore con grande tenerezza, ma allo stesso tempo, specialmente nei momenti di litigio, con grande cupezza. L’alternarsi tra tenerezza e litigi è scandito anche da cambi di illuminazione ben pensati e soprattutto da cambi di musica ed effetti sonori.

Non è il caso di rivelarvi altro, anche perché Blackwood Crossing basa molti dei suoi punti di forza sui colpi di scena, per così dire. Vi basti sapere che il comparto narrativo è ampiamente promosso, sia come concetti e tematiche, sia per la storia in sé. Unica pecca, la regia, deficitaria a tratti e in generale abbastanza banalotta o imprecisa. Dettaglio non da poco, questo, in un gioco fortemente incentrato sulla storia, ma comunque perdonabile.

Il Gameplay

Sul gameplay ci sarebbe tanto da dire, purtroppo ben poco di positivo. Blackwood Crossing è un’avventura grafica in prima persona, è quindi lecito presumere una gestione della visuale degna. Purtroppo, il gioco pecca tantissimo sotto questo punto di vista. Che non vi venga in mente di giocarlo con mouse e tastiera, perché è l’ingiocabilità fatta gioco. Mi vado a spiegare.

Poniamo caso che vi dobbiate girare di spalle più volte per fare avanti e indietro per lo scenario, cosa che farete spesso per risolvere molti degli enigmi. Non è ammissibile che con il mouse ci si metta un’eternita solo per voltarsi. Per “eternità” si intende il dover far fare il tour completo della scrivania al mouse, o alternativamente usare il mouse come un panno da pulizia sullo stesso punto della stessa.

Certo, si potrebbe alzare al massimo la sensibilità per ovviare al problema, ma se un secondo prima dovete girarvi di 180° e quello dopo di soli 20/30° si verificherà il problema opposto. Quindi o il vostro mouse è dotato del tasto per regolare la sensibilità in tempo reale o dovrete andare nel menu ogni cinque secondi. Un consiglio? Usate il gamepad. Non che con il gamepad sia una passeggiata orientarsi, sia chiaro. Fortunatamente, essendo un gioco presente anche su Xbox One e PS4, il gamepad è semplicemente ottimizzato meglio.

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Per andare avanti in Blackwood Crossing, dovremo risolvere degli enigmi ambientali di varia natura. Non vale la pena anticiparveli, perché sennò il gioco diventa una passeggiata troppo facile. Gli enigmi sono inizialmente ostici, perché non li si conoscono, ma sono tre tipi soltanto ripetuti a oltransa. Fatto uno, fatti tutti. Cambiano alcune cosine ma la sostanza è sempre la stessa. C’è però da dire che hanno dei tocchi di originalità e la ripetitività è mascherata discretamente.

L’inventario è l’ultima nota dolente del gameplay. Il sistema usato per la raccolta e la gestione degli oggetti è terribilmente macchinoso, probabilmente uno dei peggiori del genere. In pratica, una volta raccolti uno o più oggetti, li potremo richiamare con un tasto. Con altri due tasti, scorreremo tra gli oggetti dell’inventario, riposti in ordine di acquisizione.

La pecca è che punto primo non c’è modo di passare subito ad un oggetto senza evitare tutta la trafila del doverli scorrere, ad esempio, e punto secondo non sapremo cosa avremo in mano, spesso e volentieri, senza abbassare la visuale, che ricordiamo, è molto scomoda.

Fortunatamente, l’uso degli oggetti non è un cardine del gameplay, ma è gravemente insufficente.

Comparto Tecnico

Ormai la grafica cartoon, più che una scelta stilistica, sembra essere diventata una, consentitemi il termine leggermente poco elegante, una paraculata. In ogni caso, è comprensibile che in assenza di un grande budget, sia meglio concentrarsi sul gioco in sé.

Alla fin fine, la grafica di Blackwood Crossing è gradevole, anche se a tratti un po’ banale. Degni di nota sia l’illuminazione che i riflessi, piuttosto ben riusciti.

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Le animazioni sono davvero troppo grottesche, a volte in maniera eccessiva. I personaggi si muovono tantissimo durante i dialoghi, sia con la testa che con il resto del corpo, in maniera anche abbastanza scattosa. Essendo un problema di eccesso, non si può dire che ci sia dietro della negligenza, semmai si parla di inesperienza, quindi consiglio di non dare troppo peso a questo tipo di errori. Poi, magari, ad alcuni piaceranno anche, ma oggettivamente si poteva fare di meglio.

Comparto Sonoro

Quasi eccezionale, sia i suoni ambientali che le musiche sono davvero di alto livello. Persino il mixaggio del volume, estremamente variabile, cambia in maniera azzeccatissima a seconda delle situazioni. I suoni, oltre ad essere davvero ben regolati, sono anche ambientali al 100%. Ciò significa che, ad esempio, se un suono arriva da destra lo sentiremo effettivamente alla nostra destra. In un gioco che punta a far immergere il giocatore, questi sono dettagli di rilievo, che Blackwood Crossing azzecca in pieno.

Considerazioni Personali

Blackwood Crossing è un gioco pieno di pecche, ma che paradossalmente andrebbe acquistato ad occhi chiusi per alcune persone. Le vicende che coinvolgono Scarlett e Finn sono un qualcosa di davvero emozionante. Sebbene il prodotto finale faccia acqua tecnicamente, alla base della sceneggiatura ci sono persone in gamba che hanno fatto un ottimo lavoro.

Sono dell’idea che alla base di una storia ci debba essere un qualcosa che si vuole trasmettere. Alla base di Blackwood Crossing c’era la volontà di lasciare più volte il giocatore con il groppo in gola, con lacrime di commozione annesse. Indovinate un po’? Ci riesce davvero molto bene. Se non avete fratelli, avrete un nodo allo stomaco. Se avete fratelli, vi emozionerete fino in fondo e piangerete abbastanza.

Voto personale: 78/100

 

The Review

Blackwood Crossing

7.2 Score

"Un'avventura grafica in prima persona, bizzarra, piena di carenze, ma realizzata davvero con il cuore e con grande impatto emotivo. Un gioco che, se trovato ad un buon prezzo, è da acquistare assolutamente."

Lowest Price at:

€15,99Prezzo

Where to buy:

The Good

  • Bella Storia
  • Grande carica emotiva
  • Molto belle le musiche ed il sonoro

The Bad

  • Animazioni grossolane
  • Gameplay bruttino ed a tratti ingestibile

Breakdown

  • Storia 88%
  • Musiche e Sonoro 87%
  • Grafica 67%
  • Gameplay 46%
Alessio Fuscà

Author

Alessio Fuscà

Sono un gamer accanito, lo sono sempre stato sin dal 2003, quando ho mosso i miei primi passi tra Playstation e Gameboy. Sono fondamentalmente un critico, che però sa riconoscere la qualità aldilà del mio stesso giudizio personale, manifestandolo quando serve. Sono sia un console gamer che un PC gamer per scelta, perché ogni piattaforma ha qualcosa di buono e nessuna è meglio di altre.

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