Recensione: Cartel Tycoon (early access)

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Header - Cartel Tycoon

 

“This land takes blood as payment for riches beyond your wildest dreams. Dig deep, dream big.”

Con questa frase si apre il menu di Cartel Tycoon, il nuovo gestionale creato da Moon Moose, piccolo team di sviluppo russo, e pubblicato da tinyBuild, team di sviluppo e publisher indie con base a Seattle, già famoso per il videogioco Hello Neighbor. Cartel Tycoon, disponibile dal 18 Marzo in accesso anticipato su Steam, invita il giocatore a immergersi nel mondo del narcotraffico latino-americano di fine anni ’80 e lo incarica di una sola missione: costruire da zero il più grande impero della droga che si sia mai visto.

 

Gameplay in due modalità, meccaniche equilibrate e stimolanti

 

Una volta aperto il menu, il gioco ci invita a scegliere tra due modalità di gioco: “Storia” e “Sandbox” (le modalità “Survival” e “Multiplayer”, pur presenti, non sono al momento disponibili per essere giocate). Nella modalità “Storia” vestiremo i panni del narcotrafficante César Garcetti e verremo coinvolti nei loschi progetti di un misterioso individuo, pronto a offrirci la gestione di un grosso capitale per realizzare un vero e proprio impero del narcotraffico. I dialoghi attraverso i quali si dipana la storia sono molto curati e il carattere dei personaggi traspare da ogni singola battuta. Le frasi descrittive che intervallano i dialoghi contribuiscono a renderli più vivi e immergono il giocatore nelle atmosfere losche e tese dei trafficanti di droga.

 

Screen1 - Cartel Tycoon

 

Partendo da una villa fuori città e dalle prime piantagioni di oppio, il giocatore costruirà passo dopo passo una vera e propria filiera della droga, occupandosi di tutto, dalla produzione fino allo smercio del prodotto. In questa ascesa sarà guidato da una serie di obiettivi da completare, che gli consentiranno di prendere la mano con le numerose attività e meccaniche del gioco. Il primo punto di forza di Cartel Tycoon è proprio questo: l’inserimento del tutorial all’interno della modalità “Storia”, in modo coerente e senza inutili preamboli. Tutto è nelle mani del giocatore: l’intera mappa, così come la maggior parte delle costruzioni, sono esplorabili fin dall’inizio e il giocatore ha facoltà di muoversi liberamente nel mondo di gioco, anche se nello stesso tempo sta portando a termine gli obiettivi della storia. Ciò consente anche di “giocare con il gioco” e di anticipare gli obiettivi da svolgere prima che ci vengano effettivamente assegnati. Così, si genera un piacevole equilibrio che permette la coesistenza di diversi stili di gioco: da quello più prudente a quello più audace, da quello più metodico a quello più sperimentale.

Con il progredire del gioco e l’espandersi del proprio dominio si aggiungeranno sempre più meccaniche nuove e “a doppio taglio”, capaci di rendere il gioco estremamente coinvolgente e impegnativo: esse sono sì un arricchimento, ma anche una sfida! Ad esempio, potremmo coltivare diversi tipi di prodotti, sia legali che illegali. Bisognerà scegliere con attenzione i luoghi di smercio: se con l’aerodromo potremo vendere oppio agevolmente, per farlo attraverso il porto sarà necessario camuffarlo con la merce legale per eludere i controlli. La gestione attenta del denaro sporco e di quello legale sarà cruciale: da una parte, attraverso i guadagni illeciti del narcotraffico, sarà più facile racimolare in poco tempo una grande somma di denaro sporco, ma per essere impiegato dovrà essere trasportato fisicamente da un hub a un altro o attraversare un processo di riciclaggio per tramutarsi in denaro pulito. Il denaro legale, invece, è sicuramente più semplice da impiegare e permette di gestire i propri affari alla luce del sole, ma è più difficile da accumulare: il commercio di prodotti legali è meno remunerativo e il processo di riciclaggio di denaro sporco richiede del tempo per essere ultimato. Sarà necessaria una gestione oculata del proprio capitale per non rischiare di finire in bancarotta!

Per fortuna, ci penseranno i membri della nostra gang ad aiutarci a gestire gli affari. Reclutabili presso il nostro quartier generale, i luogotenenti sono i nostri preziosi collaboratori, tutti diversi sia nel carattere che nelle abilità. La loro presenza sarà necessaria per mantenere il controllo negli hub strategici e respingere gli attacchi nemici o per sferrare un attacco verso stabilimenti avversari. Un buon capo sa che la fiducia dei propri collaboratori è fondamentale per la buona riuscita degli affari: il modo migliore per coltivarla è mantenere la parola data, pagando regolarmente i propri dipendenti, e sapere come e quando elargire premi e promozioni. Al contrario, i luogotenenti potranno divenire ostili e imprevedibili, decidendo di danneggiare gli affari attraverso furti od omicidi.

 

 

Screen3 - Cartel

 

Non solo, a complicare la gestione dei nostri traffici ci penseranno anche le gang rivali e la polizia, che potranno compiere assalti ai nostri possedimenti, conquistandoli o mettendoli sotto sequestro. Mentre gli assalti delle gang avvengono in modo casuale, l’interesse della polizia per la nostra attività viene determinato dai crimini che compiremo durante la partita, secondo una meccanica simile a quella presente nei vari GTA. L’attenzione delle forze dell’ordine per i nostri traffici non è uno scherzo e viene giustamente fatta pesare: i semplici controlli costringono il giocatore a sospendere temporaneamente le attività per evitare il sequestro, uno stop che può comunque causare un effetto domino su tutta la filiera, mentre le retate vere e proprie sono condotte in forze e comportano il sequestro diretto delle strutture per un certo periodo, passato il quale sarà possibile riacquistarle dietro pagamento di una rilevante somma di denaro (legale, ovviamente). L’intervento delle forze dell’ordine è un vero spauracchio, specie quando il proprio dominio è ancora nelle fasi iniziali: anche una singola retata può compromettere seriamente il corso della partita.  Meglio quindi tenere basso il proprio profilo, se si vuole fare affari indisturbati. Certo è che, se si viene costretti a difendere le proprietà dagli attacchi di gang rivali, sarà molto difficile passare inosservati agli occhi della polizia… .

 

Screen 2 - Cartel Tycoon

 

Tutte queste meccaniche le ritroviamo anche nella modalità “Sandbox”, ovvero la partita casuale.  All’inizio ci verranno assegnati un alter ego e un quartier generale casuali, a partire dai quali potremo espandere liberamente il nostro dominio: l’obiettivo è sempre quello di creare l’impero della droga più grande di tutti.  Qui vale la pena sottolineare una meccanica davvero azzeccata e coerente: se la modalità “Storia” prevede che ci si immedesimi nell’ascesa di César e che la partita termini con la sua eliminazione, nella modalità “Sandbox” è possibile continuare la partita anche dopo la morte del capo. Basterà promuovere un luogotenente al rango più alto e riprendere a giocare. A ogni nuovo inizio, il budget a disposizione e i parametri di “Loyalty” e “Terror” ritorneranno ai livelli di partenza, mentre le strutture e i traffici già stabiliti resteranno più o meno invariati. Questa meccanica, oltre che conferire realismo e dinamicità alla propria organizzazione criminale, accresce notevolmente la longevità della partita. Permette, inoltre, al giocatore di non rinunciare a tutto quello che ha costruito a causa della morte di un’unica persona che, stando anche alle parole degli sviluppatori stessi, sarà prima o poi inevitabile.

 

Sonoro e Grafica

 

Le musiche che accompagnano la partita sono piacevoli e rilassanti, sebbene poco diversificate. Il sound design è azzeccato e consente di distinguere chiaramente ogni evento o costruzione anche solo dal suono che li identifica. Il comparto artistico è anch’esso molto curato: sono davvero apprezzabili i ritratti dei vari personaggi, tutti diversi e tutti molto dettagliati. Il design delle strutture è anch’esso ricco di particolari: vi è la possibilità di zoomare su ognuna di essa per distinguerne tutti i minimi dettagli e persino degli elementi in movimento. Alcune costruzioni, specie i campi dedicati a diverse colture, possono sembrare molto simili, ma le icone che le identificano sono chiare ed evitano che vi sia confusione tra le strutture.

 

Punti critici: qualcosa da migliorare c’è.

 

Dopo una lunga serie di riscontri positivi vi sono anche alcuni difetti da sottolineare, a partire dal menu di avvio. Qui, infatti, è possibile selezionare la lingua di preferenza, ma valida solo per il menu di avvio stesso.  Per impostare la lingua desiderata anche per la partita, bisognerà andare su “Opzioni” e selezionare nuovamente la lingua, con un processo un po’ macchinoso. Inoltre, i caricamenti sono un po’ troppo lunghi ed è possibile usufruire solo di tre slot di salvataggio, cosa che limita molto il numero di partite giocabili contemporaneamente.

Sebbene il giudizio sul gameplay sia complessivamente positivo, vi è anche qui un aspetto che potrebbe essere migliorato. Quando una struttura viene rifornita di nuovo denaro, dopo avere sospeso le attività per mancanza di fondi, o quando viene riconquistata dopo un assalto nemico, le attività della stessa struttura non riprendono automaticamente, ma è necessario riattivarle manualmente: in questo modo viene aggiunto un passaggio in più, che può essere dimenticato o dato per scontato dal giocatore, indaffarato a gestire le altre strutture. A causa di ciò possono verificarsi dei blocchi nella filiera di produzione, che dureranno fino a quando il giocatore non si accorgerà della mancanza e riattiverà la struttura attraverso l’apposito pulsante. Rendere  automatica la ripresa delle attività di una struttura darebbe più fluidità al gioco ed eviterebbe al giocatore delle difficoltà che non rappresentano delle sfide ma solo degli ostacoli macchinosi. Inoltre, essendo il gioco ancora in accesso anticipato, molte strutture, prodotti o filiere non sono ancora disponibili: il gameplay resta comunque buono ma meno vario di quanto potrebbe essere.

La caratterizzazione dei personaggi attraverso i dialoghi e senz’altro un aspetto positivo del gioco, ma questo vale per la modalità “Storia”. Nella modalità “Sandbox” i dialoghi tra il capo e i vari personaggi sono tutti uguali e “di circostanza”, ovvero una lista di battute attivate durante un determinato evento (una richiesta di promozione, una trattativa…) che hanno uno scopo meramente informativo e per nulla caratterizzante. Per quanto sia difficoltoso rendere vari e diversificati i dialoghi in una partita casuale, sarebbe comunque bastato poco per migliorare questo aspetto. Ad esempio, si sarebbe potuta aggiungere una battuta iniziale o conclusiva tipica di ciascun personaggio, che ne evidenziasse il carattere o le aspirazioni senza avere nessuna influenza sulla partita.

 

Conclusioni

 

In conclusione, Cartel Tycoon si dimostra essere un gioco in early access davvero godibile e stimolante, capace di spingere il giocatore a sperimentare tutte le dinamiche presenti nel gioco attraverso sfide impegnative e diverse attività. I suoi punti di forza sono senza dubbio l’equilibrata ambivalenza delle meccaniche, che rende vivo e stimolante il gioco, e la cura dell’ambientazione, che emerge dai ritratti dettagliati dei personaggi, dalle loro bio e dai dialoghi caratteristici e coinvolgenti della modalità “Storia”. Vi sono tuttavia alcuni aspetti migliorabili, specialmente quelli riguardanti il menu e i salvataggi, che rendono il gioco non certo perfetto, ma che presumibilmente verranno sistemati in corso di sviluppo. Inoltre, la versione qui presentata è una versione in accesso anticipato, quindi ancora incompleta e mancante di una parte abbastanza consistente delle attività e modalità di gioco. Tenuto conto di tutti questi aspetti, il voto è comunque positivo: 7.5/10.

Il gioco è consigliato per tutti coloro che apprezzano i giochi gestionali e sono nel contempo incuriositi dalle atmosfere di Cartel Tycoon. Non ne sarete delusi!

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