PlayStation 4K, perchè no (per ora) | Editoriale

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In questi giorni si sono susseguiti rumors sempre più insistenti riguardo una possibile nuova console Sony middle-gen, una imponente revisione della PS4 in grado di supportare giochi in 4K a 30 FPS. Questa notizia ha messo in subbuglio tutti gli appassionati, sopratutto i “Sonari” (non è un insulto) che già pregustavano una console a 400€ in grado di fare ciò che a stento riesce ad un PC da 1000€. Questo è stato il mio primo pensiero quando ho letto la notizia: il prezzo ipotizzato era davvero troppo basso. Ma i motivi che fanno dubitare di una possibile PlayStation 4K (o 4.5) sono anche altri: primo fra tutti il fattore hardware. La PS4 è dotata di una APU (CPU+GPU) marchiata AMD, con processore 8-core Jaguar e GPU con potenza di calcolo di 1.84 TeraFlops, 1152 unità shader, 72 unità texture e 32 unità render output.

Confrontiamo questi dati con una NVIDIA GTX 970, scheda video eccellente per il gioco in FullHD e qualche sortita nel 2K ma inadatta per il 4K (come dimostra questo articolo): 1664 unità shader, 104 unità texture, e 56 unità di render. É inoltre dotata di 4GB di RAM dedicata, il tutto ad un prezzo che parte dai 310€. Ma non è in grado di far girare i giochi più recenti in 4K ad un framerate accettabile: potreste arrivare al massimo ai 30 FPS, ma con enormi cali di framerate e qualità delle texture. Ma se i giochi supportati in FullHD e 60 FPS si contano sulle dita di una mano, data la potenza limitata dell’hardware, come si può pensare che la stessa APU possa reggere il peso del 4K?

Si potrebbe pensare ad una nuova GPU (sviluppata sempre da AMD), dotata di processo produttivo a 14 o 16 nanometri, quindi un enorme passo avanti rispetto alla odierna tecnologia Liverpool a 28 nm, in grado di fornire prestazioni doppie a parità di ingombro. Potrebbe anche venire sostituita la CPU, optando per la nuova architettura Zen che verrà lanciata nei prossimi mesi, ma solo per il comparto desktop a quanto risulta. Una APU più potente richiederebbe però più spazio, nonostante il processo a 14/16 nm, a causa delle temperature più elevate e ad altre variabili, e questo richiederebbe un case riprogettato e più spazioso. In parole povere, le dimensioni della PlayStation 4K sarebbero maggiori, non più da console ma da mini-ATX, per intenderci.

Ecco quindi la soluzione più fattibile: una PlayStation 4 potenziata ed aggiornata quanto basta per reggere qualsiasi gioco alla risoluzione nativa di 1080p e 60 FPS: la vera Next-Gen, insomma. Questo risultato può essere raggiunto grazie ai nuovi chip grafici della famiglie Tahiti o Tonga, che garantirebbero un aumento prestazionale importante a fronte di un consumo simile a quello della attuale HD 7870 modificata per PlayStation. La CPU potrebbe invece rimanere la stessa.

La voce riguardante il 4K potrebbe non essere del tutto infattibile: stando ad una fonte di IGN, il supporto all’UltraHD potrebbe venire effettivamente implementato, ma soltanto per supportare i nuovi Blue Ray, non per giocare.

La teoria più fattibile è quindi quella riguardante un’aggiornamento hardware importante ma non così invasivo come quello necessario al 4K, che garantirebbe ottime prestazioni in FullHD. Il prezzo ipotizzato di 400 dollari potrebbe quindi risultare veritiero, e Sony avrebbe tempo di approntare un PS5 col pieno supporto al 4K, tecnologie permettendo.

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