Una chiacchierata con Defcon One

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Ho avuto il piacere di intervistare qualche giorno fa i creatori del progetto Defcone One, il case compatto next-gen made in Italy!
Fin da subito il progetto aveva colpito il mio interesse, per vari aspetti fisici e non. Vediamo come hanno risposto alle mie domande Nicola Zanarini (Lead Designer and Engineer) e Francesco Stegani
(Manufacturing Specialist)!

1) Com’è nato Defcon One?

A dirla tutta il Defcon One e’ nato per necessità – lo spazio a disposizione in casa mia e’ abbastanza piccolo, ed i soliti case mid tower erano decisamente troppo ingombranti. Inoltre se volevo portarlo ad una lan party, era necessaria una macchina, anche se il tragitto fosse stato breve.
Cosi ho iniziato, grazie ad uno spunto del mio amico Francesco a progettare un case compatto, che permettesse di usare due GPU ed avesse lo spazio per un dissipatore a liquido.

2) Perchè proprio ora? Durante un concreto periodo di crisi cosa ha spinto tre ragazzi ad impegnarsi in un progetto, potenzialmente enorme come Defcone one?

Decisamente la voglia di uscire dal periodo di crisi. Dopo qualche domanda in giro abbiamo visto che il progetto piaceva, ed abbiamo pensato di provare a concretizzarlo. Siamo convinti che questo progetto abbia le potenzialità per diventare qualcosa di serio.
Il mercato dei PC gaming, workstation e simili non ha sofferto dei problemi dei desktop di fascia bassa, oltre ad avere bisogno di prodotti innovativi per andare avanti.
[quote_center]”…Defcon One e’ nato per necessità”[/quote_center]

3) Guardando le viscere del vostro progetto salta all’occhio l’assenza di unità ottiche. Ok che esiste il cloud e praticamente tutto e scaricabile via internet ma perchè questa esclusione? Teoricamente potrebbero essere montati all’interno no?

Il Defcon One non include unità ottiche appunto per i motivi che hai citato. Avevamo pensato di implementarne una, ma come potrete vedere a breve lo spazio all’interno e’ davvero ridotto e per quanto possa sembrare strano, anche un’unita ottica da portatile farebbe fatica a starci, tantomento ad essere facilmente accessibile.

4) Perchè esporre le schede video?

Le schede video sono generalmente la componente piu “bella” del PC, ma anche quella che scalda di più. Esponendole cosi ovviamo a due problemi: 1 – permettiamo agli appassionati di avere le loro schede e relative mascherine dei dissipatori bene a vista, migliorando l’estetica del PC,
2- in questo modo le schede video hanno in presa sempre aria “fredda” e non quella di ricircolo del case (sicuro, con una buona ventilazione il problema non sussiste, ma cosi non servono ventole aggiuntive).

5) Oramai è finito il periodo di crowfunding, come pensate di agire?

Il primo crowdfunding, per quanto abbia avuto risultati limitati, ci ha permesso di avere dei fondi con i quali far avanzare il progetto da “prototipo ingegneristico fatto in casa” ad un prototipo fatto per più di metà a macchina con taglio laser e piega professionale, avvicinandoci alla versione che vogliamo proporre al pubblico. Presto lanceremo un nuovo crowdfunding per portare il progetto in fase produttiva.

6) Qual’è stata la risposta da parte del mondo tecnologico/videoludico al vostro progetto?

Per ora abbiamo avuto riscontri positivi – sia su Facebook, blog e commentando sotto gli articoli già pubblicati, oltre che dal vivo, come ad esempio al RageCON Winter Season di Ferrara, gli appassionati hanno espresso pareri molto positivi sul progetto, tutti elementi che ci spingono ad andare avanti.

7) Ho sentito girare la voce su un Defcone 3…cosa potete raccontarci a riguardo?

Il Defcon 3 voleva essere un case con monitor integrato, che fosse molto piu potente di un “all in one” ma allo stesso tempo avesse i suoi stessi ingombri. Al momento il progetto e’ in standby a causa delle risorse limitate di cui disponiamo.
[quote_center]”Se si vuole davvero portare avanti l’innovazione bisogna cercare di farla in tutti i campi, nessuno escluso. Questo e’ un nostro tassello dal quale speriamo di poter, in futuro, costruire un puzzle più grande.”[/quote_center]

8) Pro e contro del vostro progetto?

Il primo “pro” e’ decisamente l’ingombro ridotto – in un volume di appena 18 litri (16x31x37cm) e’ possibile costruire un PC di fascia alta con un ottimo spazio di archiviazione e potenza di calcolo.
Allo stesso tempo questa compattezza non permette di usare lettori CD interni ed alcuni tipi di dissipatori ad aria, essendo quest’ultima soluzione limitata ad un’altezza di 70mm ed utilizzabile solo in configurazione GPU singola.
Un altro pro e’ la gestione termica – per com’e progettato il Defcon One permette di avere temperature basse senza bisogno di alcuna ventola aggiuntiva se si usano dissipatori AiO a liquido oppure di una sola ventola da 120mm se si usa un dissipatore ad aria.
Terzo aspetto positivo e’ la modularità – a differenza di molti case compatti che usano standard come SFX che possono risultare limitanti, il Defcon One usa alimentatori ATX, schede madre mATX, dischi da 3.5″ e 2.5”, oltre a supportare tutte le schede reference design Nvidia e molte schede AMD.

9) Perchè proporre un progetto senza nemmeno aver un prototipo da poter mostrare ai possibili finanziatori? Non è stata una mossa azzardata?

Avevamo bisogno di fondi per poterlo iniziare, e cercando in giro molti progetti sono iniziato in modo simile al nostro. Speriamo che con le recensioni dei prototipi Release Candidate il progetto guadagni solidità.

10) Perchè aiutarvi?

La ragione principale e’ la volontà di aiutare l’innovazione. Per quanto, per ora, la nostra offerta sia limitata ad un case, e’ un case innovativo che non offre un design strampalato per risultare tale, ma delle concrete soluzioni ingegneristiche e tecnologiche. Se si vuole davvero portare avanti l’innovazione bisogna cercare di farla in tutti i campi, nessuno escluso. Questo e’ un nostro tassello dal quale speriamo di poter, in futuro, costruire un puzzle più grande.

11) Un messaggio a chi vorrebbe proporre il proprio progetto al mondo tramite crowfunding?

E’ essenziale la preparazione – se non si prepara bene la pubblicità, il progetto, outreach, e simili, anche delle ottime idee possono venire ignorate. Bisogna costruire una buona campagna di marketing a supporto, altrimenti si incorre in una serie di problemi che causano basse contribuzioni, appunto a causa dell’outreach limitato.
Ringrazio Nicola e Francesco per la disponibilità a sottoporsi alla mia intervista e nell’attesa di poter recensire il prototipo gli auguro un buon proseguimento di lavoro!
Made in Italy rules!
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