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WhatsApp e la privacy di un miliardo di utenti

La scorsa settimana, molti degli utilizzatori di WhatsApp avranno notato il messaggio su ogni conversazione, che accanto all’icona del lucchetto, diceva: “I messaggi che invii in questa chat e le chiamate sono ora protetti con la crittografia end-to-end. Tocca per maggiori informazioni”.  Un aggiornamento dell’applicazione, apparentemente semplice, ma di cui si è parlato molto e che ha causato un enorme sconvolgimento nel settore.

La novita è, che ora WhatsApp garantisce ad oltre un miliardo di utenze in tutto il mondo che nè WhatsApp stesso nè le terze parti possano ascoltare o leggere qualsiasi cosa sia inviata da un utente ad un altro, nè messaggi, nè chiamate, immagini, messaggi vocali e così via.

Tuttavia, per WhatsApp, non avere più accesso a questi dati potrebbe rappresentareun problema, e molti si sono anche chiesti se questa mossa non fosse semplicemente una reazione al caso Apple – FBI scoppiato a Febbraio. Gary Newe, Technical Director di F5 Networks, afferma però che ciò è improbabile, dato che una crittografia end-to-end di questi livelli deve per forza aver passato una fase di sviluppo e testing durata diverso tempo. Una tale modifica, infatti, non può essere apportata senza aver effettuato molte prove e progettazioni, necessarie ad escludere qualsiasi impatto negativo su una base di utenti che è enorme. Gary Newe

Gary Newe, Technical Director di F5 Networks

WhatsApp, oltre ad offrire una crittografia capace di impedire a degli interessati di intercettare le comunicazioni degli utenti, ha portato tutto ciò molto oltre, essendo la più grande app di messaggistica al mondo, funzionante su una serie di dispositivi differenti.

Quindi, ora un messaggio inviato tramite WhatsApp è ora crittografato dal momento in cui lascia il dispositivo di chi lo ha scritto fino al momento in cui arriva al destinatario. E nessuno in mezzo, nemmeno WhatsApp stessa, può visualizzarne il contenuto. Gli utenti ovviamente non percepiranno alcuna differenza nell’uso quotidiano, ma potranno stare sicuri che tutte le loro conversazioni sono ora molto più protette.

Tuttavia tutto ciò potrebbe causare qualche problema. Infatti, il fatto che nemmeno l’azienda stessa possa visualizzare le conversazioni o ascoltare le chiamate, vuol dire che se l’azienda riceverà una richiesta legale di accesso ad alcuni dati personali o a particolari messaggi per diversi motivi, WhatsApp non potrà soddisfare la richiesta.

Per questo si discute molto di come le agenzie governative potrebbero bloccare questo aggiornamento, tuttavia, afferma Gary Newe, è molto difficile che lo facciano. Vietare in assoluto questo genere di crittografia, provocherebbe infatti enormi danni all’economia digitale. “C’è sicuramente bisogno di avere ima crittografia che mantenga sicuri i nostri dati personali , ma c’è anche bisogno di trovare un equilibrio in cui le forze dell’ordine possano ottenere un accesso lecito a tali dati, in supporto delle indagini”, conclude Newe

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