The Division – Un gioco nato per durare

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Longevità e grandissima quantità di contenuti, questi sono i principali punti di forza di The Division, il nuovo titolo della Ubisoft al momento in Open Beta su tutte le piattaforme (tranne ovviamente le console old gen). Appena tre giorni fa ho parlato dell’aspetto tecnico e grafico di The Division, rimandando alla giornata di oggi le considerazioni sul gameplay e sui contenuti di gioco che sono in parte presenti in questa open beta. Queste impressioni sulla beta saranno suddivise in due parti in questo articolo:

  • Illustrare come saranno le dinamiche di missioni e avanzamento nel gioco
  • Parlare di come, stando a quanto visto nella beta, si evolverà il gioco nella versione finale

Partiamo da quello che ci viene mostrato nella beta. Il gioco inizia con una creazione del personaggio, che nella beta è limitata alla scelta di una serie di volti predefiniti, sia maschili che femminili. Tutte le altre opzioni di personalizzazione sono bloccate e saranno presumibilmente disponibili nella versione finale. Subito dopo assisteremo a una sequenza filmata seguita dalla primissima missione di gioco, che ci farà prendere confidenza con le dinamiche di gameplay ponendoci in varie situazioni, che andranno affrontate con strategie diverse. Un’ottima alternativa a un tutorial di dubbia utilità per persone pensanti, come spesso accade in altri giochi. Finita la missione inizierà il gioco vero e proprio in cui potremo girare all’interno di un campo base nel quale saranno presenti anche altri giocatori reali, dinamica familiare a molti MMO RPG, e all’interno del quale potremo accettare incarichi di vario tipo ma in numero limitato in quanto si tratta di una beta.The Division

Proprio dal concetto di MMO RPG inizia la seconda parte di queste impressioni, perché l’impostazione del gioco appartiene proprio a questo genere. Nella versione finale entreranno in ballo quelli che saranno i principali lati positivi del gioco, che sono quelli citati a inizio articolo. Perché The Division non può essere valutato in poche ore di gioco, neanche in una decina in realtà, e il motivo è che si tratta di un gioco che, esattamente come tutti gli MMO RPG, potrà durare centinaia di ore di gioco. Perché il numero di incarichi sarà altissimo e, essendo un gicoco che ha come punto di forza la coop, basta cambiare gruppo per rendere unica ogni volta che si gioca anche la stessa missione. Per non parlare poi del fattore infamia, infatti, come mostrato anche all’E3 potrebbe capitare di trovarsi in squadra con qualcuno che sta aspettando il momento giusto per pugnalarci alle spalle, abbandonando in corso d’opera il gruppo e sparandoci in testa quando meno ce lo aspettiamo. Una meccanica che ti fa sentire molto di più nel mondo di mercenari in cui il gioco è ambientato. Insomma, questo gioco potrebbe diventare un classico se la Ubisoft giocherà bene le sue carte.

In questo articolo ho voluto per scelta non soffermarmi sui minimi particolari, come l’hud o il feeling con i comandi, soprattutto quest’ultimo che, dato che non è un TPS frenetico e competitivo perché hanno molto peso i livelli, la tattica e l’equipaggiamento, passa in secondo se non in terzo piano. Quello che bisogna sapere non è più ne meno quello che è stato scrittto, perché si tratta pur sempre di una beta e alcune cose potrebbero migliorare o semplicemente essere modificate (tranne la grafica che, a eccezion fatta per le texture che saranno migliorate sicuramente, purtroppo rimarrà così com’è). Vi invito, qualora vogliate saperne di più, a scaricare la beta, che sarà disponibile fino al 21 settembre, se ne avete la possibilità, perché ci sono giochi che per capirli appieno vanno per forza giocati. The Division è uno di questi.

Se vi siete persi l’articolo sul downgrade grafico di The Division lo trovate qui

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