+Retrò #4: Pokémon Mistery Dungeon Squadra Rossa

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Mistery Dungeon è il più riuscito spin off della serie Pokémon, oltre ad essere forse il più apprezzato. La serie Mistery Dungeon nasce nel 2005 con Pokémon Mistery Dungeon Squadra Rossa e Pokémon Mistery Dungeon Squadra Blu, i quali sono molto simili tra loro e le differenze sono minime, per non dire quasi nulle. Entrambi i titoli sono usciti in esclusiva per Gameboy Advance e disponibili da quest’anno anche sul Nintendo eShop per Nintendo Wii U. Nel corso degli anni sono usciti altri capitoli della serie per Nintendo DS e 3DS ma in questo episodio di +Retrò andremo ad analizzare uno dei capostipiti, ovvero Squadra Rossa.

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Pokémon Mistery Dungeon Squadra Rossa parte con un quiz a cui dovremo rispondere nella maniera più sincera possibile, questo perché saranno domande su di noi (Es. “Trovi un portafoglio per strada, cosa fai?” E avremo le opzioni di risposta predefinite tra le quali dovremo scegliere). A seconda di come risponderemo il gioco analizzerà la nostra indole e ci associerà a un Pokémon, ma non sceglierà dall’intero pokedéx bensì da una lista ben precisa: Bulbasaur, Charmander, Chikorita, Cubone, Cyndaquil, Eevee, Machop, Meowth, Mudkip, Pikachu, Psyduck, Skitty, Squirtle, Torchic, Totodile o Treecko. Una volta ottenuta la nostra identità potremo scegliere un compagno di viaggio dai Pokémon rimanenti sempre della lista, sta al giocatore creare un’accoppiata efficace, magari scegliendo un compagno che abbia caratteristiche che compensano le proprie debolezze (Es. Se mi capita un tipo acqua sono debole all’erba e quindi scelgo un compagno che sia tipo Fuoco, così se dovessi affrontare dei tipi erba mi sarà meno difficile scamparla).

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Finita la selezione del proprio alter ego partirà il gioco vero e proprio. Ci sveglieremo in una foresta e ci troveremo davanti il compagno di viaggio scelto in precedenza, che ci chiederà informazioni su di noi e sul motivo per il quale ci trovavamo svenuti per terra. Ci renderemo conto che non dovremmo essere là perché in realtà siamo esseri umani che, per qualche strana ragione che verrà chiarita nel corso della trama, abbiamo assunto le sembianze di un pokémon. Ovviamente colui che avremo davanti sarà perplesso ma deciderà di crederci perché gli sembriamo sinceri. Neanche il tempo di approfondire la conversazione che veniamo interrotti da un esemplare femmina di Butterfree, che ci implora di aiutarla a ritrovare il suo figlioletto Caterpee che si è perso nel cuore della foresta. Ci ritroviamo quindi nel bel mezzo di quello che sarà il nostro primo dungeon e finalmente si inizia a giocare.

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Il gameplay infatti si svolge prevalentemente all’interno di vari dungeon, che cambiano casualmente la loro struttura ogni volta che ci entriamo, che saranno i divisi in piani. Ci muovermo attraverso delle caselle invisibili, che potremo visualizzare con un tasto apposito, e ogni volta che noi compieremo un azione tutti i pokémon nemici presenti nel dungenoun ne faranno una a loro volta, come se fosse una sorta di partita a scacchi insomma. Quando un nemico andrà in una casella vicina alla nostra potremo combatterlo. L’apprendimento delle mosse da utilizzare varia di pokémon in pokémon e il livello in cui impareremo le mosse combacia con quello necessario nella serie classica di Pokémon, anche se in Squadra Rossa è aggiornata fino a Pokémon Zaffiro e Rubino, quindi rigiocandoci ora ci potrebbero essere incongruenze perché alcune mosse sono state spostate di livello in alcuni pokémon presenti nel gioco. I combattimenti in se sono molto simili a quelli classici, ovvero a turno e attacca per primo il pokémon più veloce. Il nostro compagno userà la mossa che vorrà ma possiamo anche dirgli cosa non usare di volta in volta, per farla breve lasciando una sola mossa non disabilitata userà per forza quella.

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La trama in se è davvero molto carina e ha due diverse chiavi di lettura (una adulta e una un po’ più infantile) un po’ come alcuni film di animazione. La cosa bella è che ha pochissimi punti morti e scorre in maniera piuttosto fluida e sa essere, a modo suo, anche abbastanza toccante nell’ultima parte.

 

In definitiva è un gioco che va assolutamente giocato, perché è una vera perla dell’epoca Gameboy Advance ed è consigliato anche ad un pubblico non per forza di bambini ma anche, perché no, a un pubblico adulto, perché anche i più grandicelli nella trama troveranno pane per i loro denti, eccome se lo troveranno. Del resto, se una storia è scritta bene, può essere apprezzata da tutti, ed è il caso di Pokémon Mistery Dungeon Squadra Rossa, uno dei migliori giochi per Gameboy Advance e, da quest’anno, anche uno dei migliori giochi presenti sulllo Store di Wii U.

Appuntamento al prossimo episodio di +Retrò Venerdì prossimo.

Avete letto quello precedente su Dragon Ball Budokai Tenkaichi? Lo trovate qui

 

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