G2A facilita un’economia di mercato nero secondo tinyBuild

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tinyBuild GAMES, software house famosa per la pubblicazione di videogiochi quali Party Hard, Punch Club e SpeedRunners, ha recentemente avuto un conflitto con il negozio di licenze on-line G2A, sostenendo che avrebbe venduto key illecite per un valore totale di 450 mila dollari. Abbiamo già parlato della risposta di G2A, ma per comprendere meglio la questione occorre analizzare meglio le motivazioni che hanno spinto tinyBuild ad una simile reazione.

tinyBuild denuncia il modello commerciale di G2A

Per chi non ne fosse già al corrente, G2A è praticamente l’eBay delle licenze software. I venditori possono vendere qualsiasi key—non ha importanza la sua provenienza—lasciando al marketplace una percentuale in commissioni. Fin qui non sarebbe un grosso problema: chiunque acquisti, ad esempio, un bundle può disfarsi delle licenze che non sfrutterebbe rivendendole lì, e ciò non arrecherebbe danni rilevanti agli sviluppatori. Ma non manca chi se ne approfitta.

Gli e-shop sono invasi da acquisti con carte di credito rubate

Come ha asserito IndieGameStand nel suo blog, ciò che realmente danneggia le piccole software house è il metodo con cui i grossi rivenditori si procurano le key. Secondo l’articolo, il modello commerciale è tanto semplice quanto illecito: ci si procura un buon numero di carte di credito rubate, si comprano quante più licenze possibile e le si vanno a rivendere ad un prezzo notevolmente più basso. Chiaramente, i possessori delle carte provvedono quindi a richiedere dei chargeback, e ciò lascia i venditori originali a bocca asciutta.

tinyBuild ha pubblicato la seguente tabella sulla base delle informazioni ottenute riguardo le key vendute sul marketplace.

Prezzo su G2APrezzo retail
GiocoPrezzoCopieTotalePrezzoCopieTotale
Punch Club8,721.25110.908,729,99 €1.25119.497,49
Party Hard7,958907.075,5012,89€89011.472,10
SpeedRunners6,2624.517153.476,4214,99 €24.517367.509,83
171.460,64 EUR391.479,42 EUR
197.179,74 USD450.201,33 USD

La soluzione? Usare G2A Pay per il proprio shop

Il marketplace non sembra al momento disposta a fornire un risarcimento—anche considerando che, dati i numerosi sconti e i vari bundle, è improbabile che le perdite reali siano state realmente così ingenti—né ad identificare la reale provenienza delle licenze, a meno che tinyBuild non voglia introdurre nel suo shop G2A Pay come metodo di pagamento. È una proposta che si commenta da sola.

Molti hanno chiesto riguardo la possibilità di disattivare le key provenienti da marketplace di terze parti, e la risposta di tinyBuild non si è fatta aspettare. Rendendo invalido un batch di licenze, potrebbero essere inclusi anche acquisti legittimi, e pare essere praticamente impossibile quindi tracciare, identificare e selezionare soltanto quelle vendute illecitamente.

La vicenda sembra ad ora ben lungi da una risoluzione. Restate aggiornati per eventuali progressi.

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